I Nostri Menù

La nostra cucina è ricca e autentica.
Ispirata alla tradizione regionale, legata al territorio ed ai suoi piatti tipici.

Menù Stagionali

I nostri menù stagionali sono la regola per esaltare i prodotti freschi del territorio.
Ad ogni stagione il suo menù.
Tutte le pietanze dei nostri menù, ad eccezione delle fritture, possono essere elaborate con ingredienti senza glutine.

Menù della Tradizione

Un percorso gastronomico di 4 portate tra le antiche ricette Campane.
Scarica il menù della tradizione di ogni mese e scopri come realizzare un piatto.

Menu della Tradizione

Pomodori ripieni di mozzarella, capperi, olive nere e pan grattato con patate prezzemolate
Insalata tricolore con crudo del Sannio e caciocavallo

Tubettoni di grano duro al sugo cotto al sole
Insalata di riso con verdure, ortaggi di stagione e mozzarella

Straccetti di vitello al vino bianco con fagiolini e piccoli crostini di pane fritto
Involtini di pollo e provola di Agerola con flan di bietola

Crespella ai frutti di bosco e gelato alla fragola

Scarica il Menù Completo di ricetta

La Nostra Cantina in tufo

La Cantina del ristorante, ricavata nel tufo utilizzato per la costruzione dell'edificio, scende fino a 13 metri di profondità ed ha temperatura ed umidità costanti, grazie all’effetto spugna del tufo.
La lunga e caratteristica scalinata, dotata di discese laterali per permettere lo scivolamento delle botti, conduce agli ambienti dagli alti soffitti a volta che venivano utilizzati originariamente per la vera e propria vinificazione; essi sono collegati, tra l’altro, ad una cisterna per la raccolta dell’acqua piovana, visionabile dal pavimento di cristallo, sito nella Sala degli Ottoni.
I due locali della cantina fanno parte di un sistema di cunicoli collegati alla Reggia Vanvitelliana, che si narra servissero ai Regnanti per gli spostamenti segreti.
I nostri Ospiti casertani più anziani ricordano l’utilizzo dei locali quale rifugio bellico anti-aereo.
Oggi le nostre Cantine, dopo un attento e laborioso recupero, offrono il luogo ideale per un aperitivo prima della cena, una degustazione, di vino e formaggi, un evento speciale in un ambiente suggestivo o anche… una semplice visita.

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Le nostre Materie Prime

  • Formaggio a pasta dura che si ricava dalla omonima razza di agnello, importata dall’Africa dai Borboni, dalla caratteristica coda larga (laticauda, appunto).
    La pasta, cruda e tenera, di colore bianco avorio, è sapida e tendente al piccante e la sua bontà è dovuta alle erbe spontanee dei pascoli montani..

  • Le cime di broccolo dei “friarielli” sono coltivati in Campania soprattutto nelle zone di confine del casertano e napoletano nonché nell’area nocerino-sarnese e nella piana del Sele.
    Ricchi di proprietà utili soprattutto per il sistema immunitario

  • Il sale Maldon prende il nome dalla omonima cittadina inglese situata sul fiume Blackwater. L’unicità di questo sale è nella sua forma a scaglie o come dicono gli inglesi in “flakes”, che conferisce allo stesso croccantezza, friabilità ed eleganza al palato.

  • Formaggio a pasta filata, prodotto con latte di bufala intero soprattutto nelle province di Caserta e Salerno. Il nome deriva dalla operazione di mozzatura compiuta per separare dall’impasto i singoli pezzi.
    E’ definita anche “oro bianco” o “perla della tavola”, per le pregiate qualità alimentari e gustative del prodotto.

  • Varietà che prende il nome dalla cittadina di San Marzano sul Sarno in provincia di Salerno. La sua presenza nelle campagne campane, si fa risalire al 1770, come dono dei Vicerè del Perù al Re di Napoli.

  • La prima produzione della pasta, risale alla fine del XVI secolo, quando comparirono i primi pastifici a conduzione familiare. In seguito nel 1885 Ferdinando II di Borbone, durante un pranzo, richiese la fornitura ufficiale di tutte le paste lunghe, e da quel momento Gragnano divenne la città dei “maccheroni”.

  • Pasta fresca preparata da noi artigianalmente grazie alle indicazioni dell’inventore, lo chef Enrico Cosentino di Amalfi. Il nome deriva dalla unione di due parole della lingua napoletana: “scialare” godere e “tiella” padella. Sono riconosciuti come prodotto agroalimentare tradizionale della regione Campania.

  • Questo piccolo legume originario dell’Asia occidentale è arrivato in occidente migliaia di anni fa, trovando il suo territorio di elezione sulle colline del paese di Cicerale nel Cilento. Sono ceci più piccoli e tondi, dal colore più dorato del normale con sfumature di nocciola chiaro, e per il suo basso contenuto di umidità, tendono ad ingrossarsi durante la cottura.

  • Riso Carnaroli

    E’ un riso a chicco medio originario tra Pavia e Vercelli. Si presta molto bene per la cottura lenta di risotti e simili in quanto più ricco di amilosio. Tale riso è spesso chiamato re dei risi.

  • Maialino Nero Casertano

    Specie autoctona di origini antichissime, rappresentata, infatti, in numerose sculture ed affreschi di epoca romana; la cute dal colore scuro quasi del tutto priva di setole (da cui il nome dialettale di “pelatiello”) e le due protuberanze ai lati del collo dette “bargigli “ (in dialetto sciucquaglie, orecchini); l’alimentazione da pascolo conferisce alle carni di questo maiale particolare morbidezza e adiposità.

  • Caciocavallo Vicano

    Formaggio tipico di Vico Equense a pasta filata, prodotto con il latte delle mucche dei Monti Lattari, dalla tipica forma a pera con una grossa testina e la crosta liscia e sottile con un colore giallo paglierino; sapore prevalentemente dolce e odore delicato e gradevole. Il suo nome, probabilmente, si fa derivare, dalla stagionatura a cavallo di un bastone di un coppia di due provole.

  • Fagioli A Formella

    Il fagiolo a formella, è una tra le tipologie di fagiolo più antiche d’Italia. Prende il suo nome per la forma schiacciata ed ovale che ricorda quella di un bottone. La zona di produzione è quella delle campagne del nolano.

  • Carne Di Bufalo

    La sua caratteristica principale, è quella di non presentare grasso d’infiltrazione ma solo quello di copertura, e quindi facilmente separabile dalla parte magra. Rispetto alla carne bovina ha più basso contenuto grasso e maggiore apporto proteico.

  • Spiedini Di Agnello Di Laticauda

    La razza è allevata in Campania particolarmente nelle province di Benevento ed Avellino, in piccoli greggi che raramente raggiungono i 20 capi. La caratteristica (da cui il nome, Latus Cauda) è la larga coda dell’animale, che più che una coda è una sacca in cui si concentra tutto il grasso che l’animale riesce ad immagazzinare, rendendo così la carne particolarmente magra

  • Colatura Di Alici Di Cetara

    E’ un prodotto tradizionale campano, con origini nel borgo marinaro di Cetara in Costiera Amalfitana. E’ una salsa liquida e trasparente ottenuta da un processo di maturazione delle alici in acqua e sale. Le sue origini risalgono ai Romani, i quali producevano una salsa molto simile chiamata “garum”.

  • Pomodorini Del Piennolo

    E’ una varietà di pomodorini che si coltivano esclusivamente nell’area vesuviana, dove i terreni sono il frutto di millenni di stratificazioni della lava e quindi estremamente fertili. Con forma allungata a pera o a cuore, hanno nella loro caratteristica nel “pizzo” finale ben visibile

  • Fiordilatte Di Agerola

    Originario dell’Appennino meridionale, è prodotto ad Agerola con il latte della pregiata razza bovina “agerolese”. Le varie mungiture, nell’arco massimo di 16 ore, e la genuinità dell’animale, conferiscono a questo formaggio a pasta filata, una caratteristica di sapore unica

  • Gamberi Di Mazara Del Vallo

    Il “gambero rosso”, è una specie tipica del mediterraneo, che viene pescato in fondali tra i 500 ed i 1000 metri di profondità. In siciliano, è chiamato “l’ammaru russu” e deve il suo nome alla particolare colorazione

  • Pezzogna Del Mediterraneo

    Vive in profondità notevoli, fino ad 800 metri, e si caratterizza per la colorazione della carne chiara e soprattutto per la presenza di una macchia nera circolare dietro la testa. Della famiglia dei “pagelli” è considerato l’eccellenza del mediterraneo

  • Polpo Verace

    Provvisto di otto tentacoli di uguale lunghezza, su ognuno dei quali ci sono due file di ventose. Questa caratteristica, distingue, il polpo verace di scoglio da quello di sabbia che ne possiede una sola.

  • Manzo dell’Appennino Centrale

    Sotto la certificazione “vitellone bianco dell’Appennino centrale I.G.P.”, rientrano le tre razze bovine italiane dal manto bianco: chianina, marchigiana e romagnola, risalenti all’epoca degli Etruschi e dei Romani, i quali utilizzavano queste razze soprattutto per il lavoro nei campi e come sacrificio alle divinità

  • Vaniglia Bourbon

    Originaria dell’Isola di Reunion, è una vaniglia dalle qualità eccezionali. La tecnica di trasformazione dal baccello è molto complessa e richiede una grande esperienza per evitarne la perdita degli olii essenziali. Si sposa perfettamente con la cannella, l’anice ed il cardamomo.

  • Pistacchi Di Bronte

    “L’oro verde”, così è denominato il pistacchio verde di Bronte, per la fertilità del terreno etneo, è un frutto dal gusto e dall’aroma universalmente riconosciuti come unici e particolari.

  • Cioccolato Sao Tomè

    Theobroma cacao, dal greco bevanda divina, è il nome della pianta di cacao che ricopre gran parte del territorio delle isole di Sao Tomè e Principe nel Golfo di Guinea. Una qualità di cacao molto apprezzata dalla quale si ottiene un ciioccolato superbo.

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